Un’icona senza tempo che ha attraversato la storia del nostro paese e che in parte ne ha scritto il costume, dal cinema alla televisione, un mito lungo mezzo secolo che ancora oggi rappresenta il Made in Italy. È la Vespa, il due ruote più famoso al mondo.

Comica o fascinosa, avventurosa o più classicamente on the road, simbolo di libertà, nell’immaginario collettivo degli anni ’90, la vespa rimane un sogno adolescenziale, il mezzo di trasporto privilegiato per andare fuori città “con le ali sotto ai piedi” e sentirsi sempre in vacanza.

Con le sue linee morbide ed essenziali e la sua perfetta funzionalità, è frutto di una rivoluzione tecnologica che ha letteralmente stravolto il concetto di mobilità a metà del secolo scorso. E’ nata dall’incontro di due grandi uomini, Enrico Piaggio, abile imprenditore e Corradino D’Ascanio, progettista geniale. Doveva semplicemente rimettere in moto l’Italia del dopoguerra. È diventata molto di più, è lo scooter più diffuso nel mondo. La sua storia è quella di un’icona italiana che corre parallela alla storia del paese dal dopoguerra ad oggi.

Il prototipo venne chiamato “Paperino“, ma Enrico Piaggio, vedendola, disse: “Sembra una vespa”. E Vespa sarà: 80mila lire per un sogno di libertà a 60 chilometri orari.

Era il 1944 e solo dopo due anni di prove, cominciò la produzione ufficiale del nuovo scooter. Nella primavera del 1946 viene presentato un piccolo e stravagante veicolo a due ruote. Un veicolo, pratico ed economico destinato soprattutto a liberi professionisti e alle donne, che finalmente possono guidare una moto con la gonna e senza sporcarsi di fango e di olio.

Come ispirazione per il primo manifesto pubblicitario, viene ritratto proprio una donna in sella allo scooter; si tratta di una donna che lavora. E’ decisamente un messaggio anticipatore, in un paese nel quale le donne hanno appena votato per la prima volta.

Dopo un breve rodaggio scoppia il boom, l’Italia riparte in Vespa e in pochi mesi fa passi da gigante; sbaraglia la concorrenza e si impone sul mercato.

Ma è il cinema a decretarne il successo definitivo. Diventa in pochi anni il simbolo dell’Italia del dopo guerra e appare in molti film e in cartoline d’Italia. In particolare il film ‘Vacanze romane‘ di William Wyler, con Audrey Hepburn e Gregory Peck che attraversano la capitale in sella ad una indimenticabile Vespa bianca, si trasforma nel 1953 in un vero proprio spot pubblicitario per la casa produttrice.

Chi possiede o ha posseduto una vespa lo sa, non è un motorino come tutti gli altri. La vespa ha qual sapore di giovinezza, di sere d’estate sul sellino posteriore strette al nostro primo amore, di viaggi da centinaia chilometri.

E Se anche a voi, come a me, è venuta voglia di saltare in sella a una Vespa, e anche un pochino di nostalgia, non disperate! Se ne trovano tantissime nel mercato dell’usato, a prezzi adatti per tutte le tasche.

 

Posted by:Francesca Cannavacciuolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *